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LA GUIDA PER UN SITO WEB PER PALESTRE (e non solo) CHE SPACCA

LA GUIDA PER UN SITO WEB PER PALESTRE (e non solo) CHE SPACCA

Purtroppo ancora oggi, in un’era fatta di persone connesse h24, 365 su 365, tante aziende fitness in Italia schivano come una pallottola in Matrix l’idea di essere in linea con i tempi ed avere una presenza digitale completa, fatta di social network ben curati, una valida brand positioning e appunto un sito che pianti quel paletto in grado di dire: “Io ci sono e mi piazzo qui”.

Dico purtroppo proprio perché oggi, avere un sito internet che definisca i tuoi servizi e ti posizioni al meglio sui motori di ricerca è cosa fondamentale.

E ti spiego anche il perché, senza tanti giri di parole. 

  1. Partiamo dalle cose semplici: avere un sito è sinonimo di professionalità. Là fuori invii un messaggio di attaccamento alla tua immagine. E le persone, questo, lo interpreteranno come un segnale positivo. Sembra una stupidaggine, ma tutti quanti siamo portati a giudicare il libro dalla copertina. E se un’attività ha un sito, per giunta curato e graficamente impattante, tendiamo a darle più considerazione.
  1. Un sito ben indicizzato (che contiene le parole chiave giuste), ti aiuta ad essere trovato rispetto a specifici parametri di ricerca. Esempio pratico: supponiamo tu sia una palestra di Roma. Se vuoi che le persone ti trovino sui motori di ricerca e pensino a te come valida alternativa per il loro allenamento, quello che devi fare è riempire il tuo sito di parole chiave in ambito fitness che sai verranno digitate dagli utenti (ad esempio palestre Roma, allenamento Roma + quartiere, dimagrire Roma, idee allenamento Roma, centro fitness quartiere Roma), in modo da favorire appunto la tua ricerca laddove ci sarà domanda. Questa azione per generare risultati richiede tempo e pazienza, ma credimi, il risultato sarà grandioso. Anche perché, credi a un pazzo, solo una piccolissima percentuale delle attività fitness italiane si prende la briga di fare questa operazione. Lasciando sul piatto centinaia di possibili clienti.
  1. Un sito può diventare un business, in tanti modi: vendendo spazi pubblicitari (se ha tanto traffico), vendendo prodotti o consulenze online in tutta Italia o addirittura tutto il mondo, generando contatti utili per il tuo centro fitness se situato a livello locale.

Questi sono i 3 motivi principali, che ti permettono di adeguarti ad un mondo in cui la differenza tra online ed offline è sempre più sottile.

Compiamo azioni online, per trasformare in esperienze offline!

Facciamo esperienze offline, per poi avere una connessione online!

Lo vedi? Tutto è collegato. Avere il proprio spazio sul web, svincolato da canali come la classica pagina social, oggi è molto importante.

Ci sono 3 qualità che un sito che converte deve avere

  • Dev’essere interessante: quando l’utente entra per la prima volta sul tuo sito, hai una manciata di secondi per attirare la sua attenzione e metterlo nella condizione che “Si, in questo sito ho trovato ciò che cercavo”. Arriva dritto al punto, sii chiaro e parla in modo semplice. Niente giri di parole. Sei un personal trainer? Comunicalo in modo chiaro indicando chi è il tuo target ideale. Sei una palestra che offre servizi di functional training? Definiscilo in modo chiaro e veloce, in modo da catturare l’attenzione con quello che è il tuo focus.
  • Deve essere di valore: E qui, si potrebbe aprire un articolo nell’articolo. Si perché è qui che entra in gioco il tuo blog. Il tuo che??? Pensavi di sfuggire a questo argomento? Nossignore. Il blog è dove esponi le tue competenze, le tue abilità. E’ con il blog che catturi l’attenzione e attrai a te le persone. Contenuti di valore, utili, di ispirazione, aiutano le persone a fidarsi di te fino a trasformare gli utenti in clienti. E non è tutto. Un blog contenente le keywords giuste è una manna dal cielo per la SEO (search engine optimization), tutta quella serie di azioni fatta di ricerca di parole chiave in grado di farti scalare la vetta di Google (ricordi? Ne parlavamo ad inizio articolo). Più articoli fai sulle giuste tematiche e con le parole chiave indicate, maggiore sarà la facilità nel trovarti, maggiore sarà la tua autorevolezza. Chiaro il concetto no? E allora comincia a scrivere!
  • Deve essere utile: Definito il tuo target, non devi perdere l’occasione per spiegargli quanto tu possa essere utile nel soddisfare un bisogno o raggiungere un obiettivo. Sia chiaro però, questo non vuol dire essere autoreferenziale. Non devi dire quanto sei bravo, quanto sei bello e quanto sei infallibile. Concentra piuttosto l’attenzione sul problema, facendo capire quanto bene sai quanto questo sia seccante, e quanto il tuo servizio possa essere la soluzione perfetta. Un sito che pone la tua come una presenza problem solving ti porta in vantaggio sui tuoi competitors di parecchi passi.

Ora, supponiamo che tu abbia già fatto tutto questo: una Home page indicizzata con le giuste parole chiave, un blog che conta articoli fighissimi super cliccati, un aspetto grafico impattante ed una user experience facile ed intuitiva (non ne abbiamo parlato, ma un sito per un utente fitness deve avere grande usabilità e fruibilità, pena la perdita della visita dell’utente!).

Credi che basti così? Eh no, magari amico mio!

  • Credi che non serva dare una “spintina” alle visite?
  • Credi che non sia utile tracciare la visita è entrato sul tuo sito, cosa ha cliccato e per quanto tempo è rimasto?
  • Pensi che non sia interessante fare qualche bella azione di marketing su chi è entrato sul sito senza convertire?
  • E se ci piazzassimo anche un bel pop-up che in cambio di una guida gratuita colleziona contatti mail da utilizzare poi per ulteriori azioni di marketing?

Un sito senza misurazione dei dati e senza un’ adeguata strategia di advertising rimane quello che è: una vetrina fine a sè stessa.

E allora, vogliamo renderla una macchina macina soldi?

E qui…comincia la seconda parte dell’articolo, quella che ti aiuta a capire cosa serve per monetizzare. Si insomma, la parte più succosa.

Partiamo dal primo punto: vogliamo far vedere il nostro sito, i nostri articoli, i nostri prodotti ad un numero maggiore di persone? Bene, alloca un budget per Facebook Ads. Non è questo l’articolo in cui ti dirò quanto spendere e come spendere, ma sappi che un push a livello di advertising è essenziale. Ne parleremo prossimamente.

Se con Facebook Ads intercettiamo la domanda latente di chi curiosa sui social, vogliamo invece ignorare la domanda di chi cerca un servizio simile al nostro o affine? 

Certo che no! Ed è qui che entra invece in gioco GOOGLE ADS, la piattaforma pubblicitaria di Google, che ti permette di apparire tra le prime ricerche in relazione a determinate parole chiave, che tu definirai a priori. Ogni click che ricevi, paghi un tot. Meritocratico e giusto. Più click ricevi, più paghi. Più click ricevi, più potenziali clienti otterrai.

Una volta che l’utente è entrato nel tuo sito attraverso Facebook Ads o Google Ads, devi poter tracciare la sua visita. 

Ci sono strumenti di tracciamento che ti permettono di sapere chi è entrato, quanto temi ci è rimasto, da che dispositivo, dopo quanto è uscito e quali sono le pagine preferite. 

E pensa, questo strumento è pure gratuito! Si chiama GOOGLE ANALYTICS.

Molto semplicemente, è un codice che tu (o il programmatore che ha creato il tuo sito) inserisce nel pannello gestionale per poterti dare l’opportunità di poter estrapolare numeri che sono di vitale importanza. Sapere quante persone visitano il tuo sito tutti i giorni, cosa leggono più volentieri e mille altre informazioni sono per te oro che cola. GRATIS.

Se qualcuno è entrato sul tuo sito, vuol dire che ti ha conosciuto. Fare marketing su chi già ti conosce è 10 volte più efficace.

E come puoi fare azioni specifiche su chi è entrato sul tuo sito? Tramite il PIXEL DI FACEBOOK. 

Anche questo è un codice, anche questo è gratuito e anche questo va inserito nel pannello gestionale, in ogni pagina.

Una volta inserito, Facebook ti permette di creare un pubblico (si, Faceook permette di creare pubblici specifici che hanno interagito con te, ma te ne parlerò), e di fare vedere l’inserzione fatta con Facebook Ads SOLAMENTE A CHI HA VISITATO IL TUO SITO. 

Una figata, non trovi?

Pensa se Tizio ha visto la pagina X, e tu in un’inserzione gli fai comparire il messaggio: “Ho visto che hai visitato la pagina X, se acquisti ora hai diritto ad uno sconto speciale!”.

Tizio penserà che sei un mago e rimarrà positivamente impressionato per la precisione del messaggio. E invece di magia ce n’è meno di zero, basta usare la testa!

Se qualcuno rimane sul tuo sito per più di tot. minuti, perché non mostrargli un pop-up? Magari con una guida gratuita o con un reindirizzamento a Messenger?

Se rimane per così tanto tempo, vuol dire che il tuo servizio desta un interesse, se desta un interesse sarà sicuramente più propenso a lasciarti il suo contatto. Perché non approfittarne?

I pop-up li puoi inserire quando vuoi, quante volte vuoi. E anche qui GRATIS.

Ci sarebbero un’infinità di altre diavolerie e strumenti che puoi installare per creare un sito a prova di bomba, la maggior parte dei quali senza spendere un euro. O quasi. 

Ad esempio ci sono tantissimi tool che ti aiutano a ricercare le parole chiave più adatte e dove posizionarle per scalare le vette della ricerca. Costano il giusto e la loro efficacia è straordinaria. 

Ma non mi dilungo ulteriormente, non voglio farti venire il mal di testa.

Quello che voglio dirti, che è in realtà il motivo dell’articolo, è che un sito internet oggi non solo non basta, ma va anche strutturato in maniera tale che funzioni. E converta!

Quindi, se ancora la tua attività non ha un sito, sei doppiamente in torto. 

Uno perché stai regalando spazio ai tuoi concorrenti.

Due perché stai sprecando l’opportunità di avere uno strumento di marketing in grado di fare la differenza.

Facebook Ads Fitness: i 3 errori che devi evitare

Facebook Ads Fitness: i 3 errori che devi evitare

“Ma la pubblicità sui social non funziona, ho speso €20 e non ho fatto nessun abbonamento”.

Tu non hai idea di quante volte ho sentito frasi come questa, fatte da imprenditori Fitness che si improvvisano esperti di marketing e di Facebook advertising.

 

 

 

 

 

 

 

 

Andiamo subito al sodo: fare pubblicità su Facebook è un lavoro, vero e proprio. Oggi come oggi è uno strumento che non puoi assolutamente ignorare, ma per essere efficace ti richiede tempo, impegno e anche qualche soldino in più rispetto a €20.

Se sei consapevole di tutto questo continua a leggere questo articolo e otterrai dei consigli veramente preziosi, se invece vuoi continuare a buttare tutto €20 come se fossi al bingo allora buona fortuna.

Risolto il tuo dissidio interiore? Ok andiamo avanti. 

Il weekend scorso mi sono fatto un giro per i miei personali canali social (so che fa ridere detto da uno che lavora nel web, ma durante la settimana il tempo per “curiosare” sui miei canali è davvero davvero poco), e devo dire che ho avuto diverse occasioni per mettermi le mani nei capelli per gli errori che ho visto fare in ambito Facebook Ads. 

Mi sono accidentalmente imbattuto in inserzioni sponsorizzate di centri fitness che non avevano ne capo ne coda, con presentavano errori così grossolani che predire lo scarso risultato è cosa scontata.

Vuoi sapere la cosa divertente? E’ che queste sono proprio quelle inserzioni create dalle stesse persone che poi piangono uscendosene con dichiarazioni simili a quella con cui ho esordito in questo articolo. Pazzesco. 

Errori, tanti errori. Ma che con un pizzico di testa e un briciolo di comprensione delle dinamiche si possono evitare sin da subito. 

Vediamo insieme i 3 più frequenti: 

1- PENSARE CHE TUTTO IL MONDO POSSA VENIRE AD ALLENARSI DA TE

Parto subito con l’errore più grossolano, quello che mi ha fato scattare la molla per scrivere questo articolo. Se hai avuto modo di approcciarti a Facebook ads, saprai che hai la possibilità di definire il raggio di chilometri entro cui la tua inserzione verrà vista. Benissimo. Devi sapere che ci sono dei benpensanti che sostengono: “Più persone vedranno la mia inserzione, più possibilità avrò di essere ricontattato, perciò metto un raggio ampio”.  

Errore da evitare come la peste. Ragiona. Se tu hai un centro fitness in un determinato paese, sai bene come le persone scelgano il centro in cui allenarsi in base alla vicinanza. 

La comodità nella scelta è tutto, e tu lo sai bene. I motivi sono molteplici, oltre alla comodità: la possibilità di essere vicino a casa, l’occasione per allenarsi con l’amico, il far parte di un gruppo di persone che si conosce. 

Posto questo, allora, perché andare a mostrare la tua inserzione a chi è a 30Km da te? Che possibilità avrai mai di ottenere la sua attenzione? 

Esempio: nell’ultimo weekend, come ti anticipavo, mi sono visto raggiungere da inserzioni dall’altra parte del pianeta: io vivo nel cuore della Romagna, le inserzioni provenivano da centri con sede rispettivamente nelle Marche e in Emilia. 

Potrò mai fare 25-30 Km di strada per venirmi ad allenare da te? Appunto. Quindi, soluzione: rimani entro i 10-12 Km di raggio, sempre.

2- FARE OFFERTE MODELLO PENTOLE DI MASTROTA 

Io mi chiedo: ma veramente ormai alle soglie del 2020 ci sono ancora centri fitness che basano il loro “marketing” su abbonamenti a 9,90€ al mese? Magari con slogan del tipo: “Super extra mega sconto per le prossime 12 ore e 55 minuti, porta un amico e un mese è omaggio”. Quando ho visto inserzioni simili non ci potevo credere. Ora, io non sono un consulente strategico specializzato nel pricing, ma il fitness marketing è il mio pane quotidiano, e non serve una scienza infusa per capire che questo approccio è il primo passo per la demolizione della tua azienda.

Hai idea di quanto sia dannoso per la tua immagine? Se proponi prezzi da discount, come può essere percepito di valore il tuo prodotto? 

Inoltre ricorda: il prezzo è lo spartiacque tra l’avere clienti che ti stressano, stanno a discutere sull’euro in più o in meno e che ti mollano dall’oggi al domani e l’avere clienti “di qualità”, consapevoli del tuo servizio e fidelizzati. Se reputi il tuo servizio di qualità, non aver paura di dargli un valore monetario. 

Pensa piuttosto a comunicare al meglio i benefici legati al servizio e condividere le testimonianze di chi lo ha già provato.

3- NON INSERIRE UN INVITO ALL’AZIONE NELL’INSERZIONE 

Devi sapere che qualsiasi azione di marketing tu faccia deve avere un obiettivo chiaro e misurabile. 

Perché ciò avvenga devi fare solo una cosa: chiedere all’utente di compiere un’azione specifica a fine inserzione. Le azioni che puoi richiedere di fare sono molteplici:

  • Invia un messaggio
  • Chiama ora
  • Scopri di più

E tante altre.

L’errore più grande è quello di non inserire nulla, o peggio ancora richiedere un’azione inutile come “Visita il profilo Instagram”. Perché è inutile? Perché in realtà non stai chiedendo nulla di diretto all’utente. Visitare un profilo Instagram non è un’azione che ti porta conversioni, è una richiesta tiepida e incolore.

In conclusione, evita questi 3 errori e comincia a usare al meglio uno strumento che ti assicuro, può farti svoltare.

Come in tutte le azioni di marketing però, non dimenticare che ti servirà usare la testa, ragionare, sperimentare e metterti nei panni del tuo cliente tipo. 

Big News: insieme al mio team stiamo sviluppando il primo video corso di Facebook Ads per il fitness. Una cosa mai vista, pratica, concreta ed efficace. Sia per chi parte da zero, sia per chi vuole imparare ad utilizzare al meglio questo strumento ad oggi indispensabile. Ma di questo, te ne parlerò prossimamente.