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CAMPAGNE SOCIAL PER CENTRO FITNESS: perché oggi non puoi farne a meno.

CAMPAGNE SOCIAL PER CENTRO FITNESS: perché oggi non puoi farne a meno.

Leggiamo la situazione italiana: passiamo oltre 3 ore al giorno (3 ORE!!!) attaccati al nostro smartphone a curiosare sui Social Network: WhatsApp, Instagram, Facebook e App varie ci tengono incollati in pausa pranzo, la sera davanti alla Tv e in qualsiasi momento abbiamo per “staccare” letteralmente il cervello.

Aldilà del negativo impatto che ciò ha sulla nostra socialità (non è questo né il momento né il luogo per parlarne), il dato ci deve far riflettere molto:
Se devo colpire una persona, per fare in modo che questa possa sapere chi sono, cosa faccio e come posso essere lei utile, dovrò farmi trovare laddove questa gravita quotidianamente, giusto? Ecco, ti sei appena dato la risposta alla seguente domanda:
“Come colpisco il mio pubblico?”

Ti comunico un dato: in Italia siamo in 34 milioni connessi sulle varie piattaforme Social. Chi scorre Stories, chi scrolla bacheche. Ognuno ha la sua abitudine, ognuno è connesso a modo suo.
C’è poi da aggiungere un dato molto, ma molto importante. Ecco perché ti chiedo di prestare molta attenzione.
I Social Network, notoriamente, sono canali in cui l’attenzione delle persone si fa estremamente bassa, in cui i contenuti vengono consumati in una manciata di secondi, in cui la fa da padrone l’attirare l’attenzione in modo immediato con la foto giusta o il video divertente. Rapidità e semplicità sono le parole d’ordine. Neanche a farlo apposta, gli stessi ingredienti essenziali per un contenuto fitness vincente.

Ti faccio qualche esempio:
Un personal trainer che condivide il suo workout
La palestra che condivide una testimonianza
Un Box CrossFit che condivide l’esperienza del proprio coach
Temi facili, veloci, adatti a catturare l’attenzione dell’utente online. Pochi secondi per dire chi sei, cosa fai ed essere convincente.

Ma…entriamo più nello specifico:
Facebook Ads (così si chiamano le campagne social, che colpiscono l’utente su Facebook appunto e su Instagram) permette al tuo centro fitness e alla tua palestra di acquisire una visibilità che impatta e crea risultato. Una pubblicità mirata che non solo produce aumento della percezione del tuo valore, ma che se accompagnata da un’adeguata strategia ti può portare conversioni, ossia abbonamenti.
Passo indietro: io non sono qui a venderti nulla, Facebook non mi paga una revenue per consigliarti di fare inserzioni. Anzi. Sono qui per dirti le cose come stanno, e di come la pubblicità cartacea e basata sulla cartellonistica sia uno spreco di denaro immane.

Altro passo indietro: come ho detto che Facebook può essere un grande strumento di acquisizione clienti, allo stesso tempo ti dico che se non usato in modo adeguato può essere una discreta perdita di risorse monetarie. Come ogni strumento pubblicitario richiede l’uso di cervello, strategia e comprensione del target (questa ai più sconosciuta, quando in realtà tutto si fonda su di essa).
Ma facciamo un paragone, su quella che è la pubblicità “tradizionale” e le campagne social per il tuo centro fitness.

Pubblicità tradizionale

Supponiamo tu voglia raggiungere 1.000 persone con dei volantini contenenti una tua offerta. Per avere la certezza di raggiungere questo numero di persone, ti anticipo io che dovrai almeno stamparne 10.000 di volantini, in quanto mediamente solo il 10% della distribuzione va a buon fine.
Ora, cosa ti costa stampare 10.000 volantini e distribuirli?
Grafica: 150,00€ minimo (se ti affidi ad un grafico “accettabile”, non il cugggino)
Stampa 10.000 volantini: 350,00/400,00 (e credimi, sono stato basso, certi tipografi sono dei veri e propri rapinatori seriali)
Distribuzione: non meno di altri 300,00€
Il tutto se hai qualche conoscenza e sei bravo a trovare i prezzi migliori.
Totale? 800,00 a stare bassi. Quasi 1000,00€ per? Per non avere poi la certezza di andare a segno. Si, perché tu non avrai mai la certezza che quelle 1.000 persone siano realmente interessate (9.000 facciamo che il volantino lo hanno buttato nel bidone, cosa che ti assicuro accade).
Troppe incognite: non saprai mai se l’offerta che hai comunicato è appetibile, non saprai mai se alle persone la grafica che hai ideato è piaciuta (mica ti chiamano per dirti “ehi non mi ha colpito, puoi fare di meglio). In soldoni, hai speso una barca di soldi per poi metterti in un angolino con le dita incrociate sperando poi che suoni il telefono.
E sperare, in casa SocialFit, non è una strategia contemplata.
E ti dico di più, ammesso e concesso che il telefono suonerà, come fai a sapere che ha suonato grazie ai tuoi volantini e non grazie al passaparola? Magari tu lo chiedi espressamente alla persona in quesitone, ma ti assicuro che il più delle volte questa ti risponderà in modo talmente vago da non permetterti il tracciamento del suo percorso per arrivare a te.
Io tutto ciò lo chiamo il NON MARKETING.

Quindi in definitiva:
1) Hai una fuoriuscita immediata di denaro importante
2) Non puoi capire se la tua iniziativa piace o meno
3) Non puoi sapere precisamente quanto i tuoi volantini hanno portato in termini di fatturato

Se vuoi continuare in questo modo, liberissimo di farlo, puoi tornare dal tuo tipografo di fiducia. Se invece pensi che tutto questo sia migliorabile e ottimizzatile continua a leggere questo articolo. E aprirai finalmente gli occhi.

Pubblicità sui Social

Supponiamo di voler raggiungere le stesse identiche 1.000 persone
Lo sai quanto costa in Italia raggiungere 1.000 persone su Facebook?
Nei casi PEGGIORI all’incirca 8€ (se non ci credi cerca su Google Cpm Facebook Italia e scoprilo, dove Cpm sta per costo di mille visualizzazioni).
E poi, supponiamo che la tua iniziativa non generi i risultati sperati. Che si fa? Si cambia! Perché se prima i volantini una volta stampati te li tenevi, in questo caso le foto, i video e qualsiasi creatività li puoi variare fino a quando non trovi la soluzione più adatta per le persone che vuoi colpire.
Meglio di così?

E non finisce qui: se una persona ti contatta su Messenger o commenta un tuo post esprimendo interesse e prenotando una ipotetica prova al tuo centro fitness, sarà chiaro da dove deriva l’utente, o sbaglio?
E se ti dicessi che, a fronte del budget investito, puoi anche sapere quanto ti è costato il singolo contatto? No, non è magia, è fare marketing online nel modo corretto: leggendo e interpretando i numeri, come i veri professionisti. Come dovresti fare anche tu.

A questo punto penso tu abbia chiaro in mente perché il tuo centro fitness, la tua attività di personal, il tuo box debbano contemplare questo strumento nella propria comunicazione.

E a livello tecnico? Devi sapere che Facebook Ads è l’unica piattaforma in grado di riuscire a raggiungere un pubblico specifico grazie ad un ampio margine di segmentazione. In altre parole, puoi raggiungere le persone in base ai loro interessi.
Nè Google, ne nessun’altra piattaforma pubblicitaria online dispone di questa opportunità.

Ora, se hai letto fin qui immagino ti sembri tutto rose e fiori. Diventiamo tutti esperti di Facebook Ads! La risposta ai nostri problemi. Ma non è così, purtroppo.
Devi sapere che per imparare ad usare questo strumento serve ottenere le competenze necessarie per riuscire a farlo performare sempre al 100% delle sue potenzialità.

Ecco perché prossimamente condividerò con te altri contenuti di estremo valore per fornirti la panoramica completa di questo strumento.

Ti servirà tempo, pazienza, ma non solo. Gli ingredienti più importanti, e te lo dice uno che ha lanciato oltre 500 campagne per palestre e centri fitness, sono il sapere a chi stai parlando e l’abilità nel saper individuare, leggere ed interpretare i dati giusti. Solo questo ti porterà ad avere una corretta visione di insieme. Solo questo ti rivelerà se la tua strategia è corretta o meno.
Se hai intenzione di metterti in gioco in questo senso sappi che SocialFit è l’unica azienda in Italia in grado di trasmetterti il know how giusto per lanciare campagne Social Fitness efficaci. Ogni € investito deve generarne 2€ nel medio periodo. Questo è il nostro mantra, ciò da cui parte ogni nostro azione, ciò che ogni nostro collaboratore mette in pratica ogni giorno, sia nelle giornata di formazione che nella vera e propria realizzazione delle campagne stesse.

Credi a me, non è nulla di impossibile, nulla di così inarrivabile. Scommetto che prima di fare il tuo massimale di suqt guardavi quel bilanciere con sguardo perso così come stai guardando questo articolo pensando alla complessità dell’azione da compiere. Ma come quel bilanciere quella volta sei stato in grado di affrontarlo e portare a casa il risultato, anche questa volta con il giusto allenamento, il giusto mindset e con tanta pratica, porterai a casa un grande massimale. Con la differenza però, che se fatto in modo corretto questo massimale questa volta ti genererà più…clienti!

Big Up!
Alberto

I libri che ti consiglio – la mia personale lista della spesa

I libri che ti consiglio – la mia personale lista della spesa

Sarà che d’estate (innegabilmente) il ritmo delle attività rallenta, sarà che si ha il tempo per riordinare le idee e prendere la rincorsa per la stagione invernale, saranno le ferie (beato chi le fa!), ma ultimamente mi sono piovute decine di richieste di consigli su quali libri leggere per aumentare la produttività, accrescere le proprie competenze business e così via.

 

Domandissima! Forse nata anche dalla diretta di qualche mese fa in cui indicavo “Le armi della persuasione”come libro must have.

 

E allora eccoci qua. In questo articolo voglio fornirti una “lista della spesa”dei libri che personalmente ho letto e che reputo essenziali per la formazione business e della crescita personale dell’imprenditore fitness e non solo.

 

Per ogni libro ho indicato una breve recensione personale, indicando anche i consigli di approccio e il mindset da adottare in ogni libro, in modo da farti tagliare le parti morte e focalizzarti sui punti salienti.

 

Carta e penna alla mano…cominciamo!

 

  1. Le 7 regole del successo: Stephen Covey

(lungo, difficile, a tratti pesante ma maledettamente importante per ogni ambito della tua vita).

 

Quando mi sono avvicinato a questo libro (sotto diretto consiglio di personaggi autorevoli del mondo del business), ho avuto un attacco narcolettico nelle prime pagine. Una pesantezza che neanche il prete durante l’omelia.

 

Poi mi sono fatto coraggio, l’ho sfidato e l’ho dominato. E ho stra vinto!

 

Detta così sembra quasi che te lo stia sconsigliando, più che consigliartelo. In realtà, focalizzando l’attenzione sui punti salienti, è un vero vademecum per le relazioni, per la produttività, per centrarti sui tuoi obiettivi. Magnifico.

 

È da questo libro che ho tratto l’ispirazione per la matrice dei 4 quadranti, con le quali organizzo le task del mio team (urgente/importante, non urgente/importante, urgente/non importante, non urgente/non importante). È da questo libro che ho imparato a partire dall’obiettivo per definire le mie azioni quotidiane.

Un estratto che mi ha cambiato: Ti metteresti a mettere a posto i seggiolini sul Titanic mentre sta affondando? No, vero? E allora cosa perdi tempo nella tua vita in cose senza senso e senza via d’uscita?

 

CONSIGLIO: leggi le parti salienti, individua i tratti fondamentali e scriviteli in un tuo documento. Tralascia esempi e dialoghi vari, o perderai il filo del discorso.

 

2) Simon Sinek: Parti dal perché

 

Monumentale. Ti insegna una cosa semplice quanto dannatamente vera: le persone che amano il proprio lavoro sono più produttive e ottengono più facilmente il successo nella propria attività.

 

È trovando il tuo perché che ti crei il tuo reale vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e non solo. Non è facile, non è immediato, ma trovare il proprio perché è la chiave per svegliarsi la mattina con la carica giusta e dare quel 101% che ti permette di fare il salto di qualità. Non importa che tu sia un manager, un imprenditore, un impiegato, quello che importa è il PERCHÉ fai ciò che fai. Se non hai un perché trovalo, e la tua vita acquisirà un senso.

 

 

3) Dale Carnegie: come trattare gli altri e farseli amici

 

Libro che ha un’età (1936), ma che i suoi anni li porta alla grande.

Se non sai chi è Dale Carnegie, sappi solo che lo reputo IL formatore di tutti i tempi. La sua fondazione Dale Carnegie Training è consulente per 400 delle 500 aziende più quotate al mondo e facenti parte della rivista Fortune”.

È considerato uno dei 50 libri più venduti di sempre. Da qui otterrai  metodi e trucchi su come interagire correttamente con le altre persone.E se hai un’attività fitness, capirai quanto questo può fare la differenza.

 

Il libro è suddiviso in principi, di seguito ti riporto i due che più mi hanno colpito:

 

Principio uno: non condannare, non criticare, non recriminare

C’è solo un modo per ottenere da qualcuno quello che vogliamo e cioè fare in modo che l’altra persona voglia quello che vogliamo noi, è l’unico sistema.

 

Principio due: fai apprezzamenti sinceri, cerca di vedere il buono nelle persine.

Visualizza le cose dal punto di vista dell’altra persona e uniformati all’angolo di visuale altrui

 

 

Se i libri che ti ho indicato finora sono strettamente focalizzati sulla formazione personale, ora passiamo a quelli inerenti al mondo del business

 

 

4) Al Ries: le 22 immutabili leggi del marketing

Al Ries è il padre del posizionamento. Se Al Ries ha scritto qualcosa, anche una lettera a Babbo Natale, leggila. Perché il marketing, quello vero, quello basato sulla strategia prima dell’azione, è lui.

L’ho visto di persona, ed è un vulcano di 90 anni (!) che mangia il palco da vero incantatore di folle.

 

Le 22 immutabili leggi del marketing ti indica le 22 leggi che devi marchiare a fuoco sul tuo braccio e rileggerti ogni mattina per posizionare, focalizare e rendere produttiva la tua azienda. Leadership di mercato, dominare la categoria, definire la percezione del cliente, evitare le estensioni di linea.

Tutti concetti che lui ha scritto nell’ormai lontano 1993, ma che a ormai 30 anni di distanza si rivelano ancora estremamente importanti ed efficaci.

 

5) Gabriel Weinberg: Traction

 

Un manuale per chi sta lanciando la sua attività e non solo.

Oggi come oggi il prodotto è si fondamentale, ma il prodotto senza un team performante e la capacità di attrarre clienti…è destinato a morire.

 

Weinberg con questa miniera d’oro ti spiega come fare raccolta fondi, assunzioni, partnership, acquisizioni.

Ci sono infinite azioni che la tua azienda può fare compatibilmente con il percorso che sta effettuando, il libro ti indica le diverse strategie che puoi utilizzare per ottenere una crescita esplosiva.

Indispensabile per far crescere rapidamente il tuo business, che si tratti di un centro fitness affermato o che tu stia partendo da zero.

Consigli, idee e interviste (che generalmente salto a piedi pari, questa volte me le sono divorate).

Epico.

 

6) Sean Ellis: Hacking Growth

Il libro scritto dal padre del Growth Hacking.

 

Fermi tutti, cos’è il Growth Hacking?

Premetto che ne parlerò in un articolo completo prossimamente.

Per darti una definizione istantanea, lo possiamo definire come un insieme di strategie innovative per ottenere un risultato. Growth Hacking significa andare da un punto A ad un punto B attraverso quella strada che nessuno ha mai pensato, che nessuno farebbe mai.

Growth Hacking è sperimentare, ideare, innovare. È un modello di marketing applicabile ad ogni business. Nel mondo del fitness trovo difficile fare degli esempi, specie in Italia. Negli Stati Uniti potremmo prendere Jason Khalipa come modello di ispirazione.

 

Se non conosci Jason Khalipa puoi scoprirlo qui:  https://www.jasonkhalipa.com/

 

 

Tornando a noi il libro di Sean Ellis indica una serie di strumenti che puoi usare per favorire la crescita della tua azienda.

Per quanto pratico fa molto leva sul mindset che dovrai cambiare. Se tutti vanno per una strada, tu dovrai imboccare quella opposta. A ragion veduta ovviamente, ma con un approccio totalmente diverso.

 

Sperimentale.

 

 

Spero che la mia lista della spesa possa esserti utile, e farti vivere le ferie d’agosto in modo produttivo.

Se invece non fai ferie, esattamente come me, le cose non cambiamo:

CHI NON SI FORMA, SI FERMA.

 

Video su Facebook: come promuovere il tuo centro fitness con una strategia killer

Video su Facebook: come promuovere il tuo centro fitness con una strategia killer

Da quando insegno, da quando creo strategie, da quando respiro l’aria del connubio fitness + marketing mi muovo in una sola direzione, che ho condiviso anche con il mio team:

OGNI AZIONE CHE VIENE COMPIUTA DEVE PORTARE UN RISULTATO

Ed è grazie a questo mindset che abbiamo creato centinaia di strategie di social media marketing. E sai quale abbiamo definito essere il contenuto perfetto per la strategia perfetta?

VIDEO. Tanti video, solo video.

Ma, oltre a dirlo il sottoscritto, sentiamo Facebook cosa dice al riguardo:

I dati del gigante di Zuckerberg testimoniano come le persone guardino cinque volte di più in un video rispetto ai contenuti statici su Facebook e Instagram. Quindi, chiaramente, la creazione di annunci video è un modo efficace per promuovere la tua azienda ai miliardi di utenti su Facebook.

Da qui il mio consiglio: per le tue campagne Facebook gli annunci video non possono mancare.

 

MA…COME PARTIRE? COSA FARE?

Ecco la mia personale strategia:

Per iniziare, il tuo primo passo è filmare un video, ovviamente. Quindi, assicurati di filmare un video di qualità: usa attrezzature di qualità (anche uno smartphone funziona); riprendi in un’area ben illuminata (illuminazione naturale o artificiale).

Utilizza uno sfondo bianco per mostrare i prodotti e far rimbalzare la luce; ti consiglio l’acquisto di un treppiede economico per la stabilità. Queste sono le basi, a livello organizzativo.

Ora, passiamo alla strategia per assicurarti che il tuo annuncio video su Facebook ottenga visualizzazioni, attiri l’attenzione del tuo pubblico e li incoraggi a comprare:

ECCO GLI STEP PER UNA KILLER STRATEGY:

STEP 1: Racconta una storia.

Se si desidera creare un annuncio video di Facebook che risuoni con il pubblico di destinazione, è necessario raccontare una storia. Quando racconti una storia con la quale i tuoi clienti ideali possono identificarsi, è più probabile che prestino attenzione e addirittura convertano.

Un modo semplice per raccontare una storia con il tuo annuncio video su Facebook è porre una domanda.

“Vuoi perdere peso?”

“Non ti sei ancora stancato di non raggiungere i tuoi obiettivi?”

La domanda, insieme all’immagine cattura immediatamente l’attenzione. E questo è veramente l’80% del lavoro, specie in un mondo social dove è sempre più difficile essere ascoltati e farsi notare, specie se hai una piccola impresa.

Pensa ai bisogni del tuo pubblico di destinazione e crea una trama per il tuo annuncio video attorno a quei punti. Ricorda, una storia avvincente inizia con un conflitto e poi mostra una soluzione (il tuo prodotto o servizio).

Una buona storia catturerà l’attenzione del tuo pubblico, lo attirerà e resterà nella memoria.

STEP 2: Attira subito l’attenzione.

I primi secondi del tuo annuncio video su Facebook sono i più importanti. Gli annunci video di Facebook più efficaci sono comunque brevi; con la mia esperienza di marketing online ti posso assicurare una cosa: un video efficace rimane sotto i 30 secondi di durata.

Inoltre, le persone hanno un’attenzione limitata; molti utenti guardano solo i primi secondi di un annuncio. Perciò vai subito dritto al punto.

È importante non solo attirare l’attenzione infatti, ma andare subito al nocciolo della questione. Non aspettare fino alla fine del video per comunicare il tuo prodotto; arriva al punto in modo che gli utenti sappiano di cosa si tratta. Anche se gli utenti non rimangono fino alla fine del tuo annuncio video, riceveranno comunque il tuo messaggio, e tu avrai fatto centro.

STEP 3: “Ottimizza” il video per il silenzio.

E questo è il punto che preferisco, quello che il 99% di chi fa video ignora.

Secondo le statistiche di DigiDay, l’85% dei video di Facebook sono guardati senza audio. Questo deriva dal fatto che molte persone sono su Facebook dai loro telefoni cellulari. Perciò, quando sono in pubblico evitano l’uso dell’audio. E se il tuo video non si può leggere oltre che ascoltare, perderai una visualizzazione, e di conseguenza un potenziale cliente. Per questo motivo, è importante che i tuoi annunci video di Facebook siano ottimizzati per il silenzio, con un’aggiunta di testo.

In questo senso Facebook corre in tuo soccorso, offrendoti l’aggiunta di sovrapposizioni di testo ai tuoi annunci video in modo nativo, direttamente dall’App (da pc, mi raccomando). Attivando i sottotitoli nelle impostazioni video e assicurandoti di avere immagini straordinarie aumenterai visualizzazioni, interazioni e conversioni.

STEP 4:Trasforma le immagini statiche in video.

Ora, se non hai nessun video di qualità o non sei ancora a tuo agio con le tue capacità di ripresa, non preoccuparti. Puoi comunque creare annunci video Facebook coinvolgenti utilizzando immagini statiche dei tuoi prodotti.

Facebook ha recentemente aggiunto nuove funzionalità al suo Kit di creazione video che ti consente di prendere le tue immagini statiche e convertirle in un annuncio video. Questo strumento di Facebook offre anche un modello che ti consente di caricare una singola immagine statica e aggiungere movimento ad essa. Perciò amico mio, non hai scuse.

In conclusione

Creare un annuncio video su Facebook non significa solo mostrare il tuo prodotto; deve fare di più. E questo, se mi segui da un pò, te lo sarai già sentito dire.

 

Piccola checklist per il tuo video killer:

  • Esponiti in prima persona: facendoti vedere aumenterà la fiducia verso di te
  • Parla dei benefici che offri
  • Parla dei problemi che risolvi
  • Documenta la tua attività
  • Si chiaro e diretto
  • Crea video brevi

Tutto chiaro?

Ah, dimenticavo. La costanza. Lo sai vero, che un video ogni 3 mesi non ti porta da nessuna parte? Se vuoi creare una strategia video, come tuo fidato consulente ti consiglio almeno un video a settimana, meglio due, facciamo tre!

La verità è che più andrai avanti, più idee ti verranno, più facile ti risulterà tirare fuori dal cilindro idee innovative per creare video di impatto ed efficaci. Dai tempo al tempo, e vedrai.

Ci sono così tanti contenuti sui social media che è un attimo essere travolto e dimenticato nel nulla e nei meandri del digitale.

Per questo, se non vuoi fare la suddetta fine, il tuo annuncio video deve assolutamente distinguersi dalla massa e aiutare il tuo pubblico a entrare in contatto con la tua attività. Con questi suggerimenti, sarai sulla buona strada per creare fantastici annunci video su Facebook.

 

Ho un centro fitness che lavora: devo fare pubblicità lo stesso?

Ho un centro fitness che lavora: devo fare pubblicità lo stesso?

Alberto, come faccio a convincere un imprenditore a fare pubblicità anche se la sua attività funziona?

Questa la domanda che l’altro giorno un mio collaboratore mi ha posto.

E scommetto che la stessa domanda, a meno che tu non sia un mio studente e sappia quindi già la risposta, te la sei fatta anche tu almeno una decina di volte.

Come mio solito ho fretta di rispondere e parto già dalla soluzione (tanto il modo di incuriosirti e farti leggere tutto l’articolo lo trovo comunque).

LA DOMANDA È LA PIÙ SBAGLIATA CHE UN IMPRENDITORE POSSA FARE

Tant’è che per rispondere ci ho messo non più di un minuto.

Ammetto infatti che sul momento la domanda mi è sembrata banale. 

Poi, grazie al suo suggerimento, ho constatato che così banale forse forse non lo era. 

Pensandoci bene, effettivamente, gli imprenditori italiani sentono il bisogno di fare pubblicità solamente quando si sentono con il culo per terra. Madornale errore. Per un motivo:

Fare pubblicità (nella più ampia delle accezioni in questo caso), è SOPRATTUTTO per chi un’attività che funziona, ce l’ha già.

Controintuitivo? Ma neanche per il cavolo amico mio. E tra poco ti spiegherò il perché.

Ti lancio questa bordata:

Apple ha chiuso il 2018 con un fatturato di 62,8 miliardi di dollari.

Amazon ha chiuso il 2018 con un fatturato di 51 miliardi di dollari.

Numeroni vero? Il prodotto funziona, il loro servizio è eccellente e dominano i mercati mondiali.

Ma scusa, ma allora cosa cavolo pubblicizzano???

Sono aziende costantemente attive social, lanciano innovative campagne pubblicitarie in TV (l’ultima di Apple è qualcosa di straordinario e profondo), non mollano un centimetro e tra i loro investimenti maggiori ci sono proprio il marketing e la comunicazione.

Sarà che forse una domandina te la devi fare? O sono scemi e stanno bruciando cassa per ingannare il tempo? Chiedilo a Tim Cook e Jeff Bezos, che non mi sembrano gli ultimi sfigati in fondo alla locomotiva.

La verità te la dico io, senza girarci tanto intorno: marketing e comunicazione (diamo il nome corretto a sta pubblicità) non solo servono a rivitalizzare un’azienda che deve tirare a campare, ma servono SOPRATTUTTO a chi un’azienda sana già ce l’ha. 

Per due motivi:

MOTIVO 1: Sei il leader di mercato? I tuoi corsi e la tua sala pesi sono costantemente pieni? Hai i prezzi più alti di tutti e hai profitti pazzeschi? Complimenti, hai la mia stima, dico davvero.

Ma se è così, cosa cavolo aspetti allora a dare il colpo di grazia alla concorrenza? Perché non crei la definitiva separazione tra te e loro? 

Fatti trovare dove c’è bisogno di te quando la gente ti cercherà.

Presidia il web, invia sales letter, crea campagne Facebook innovative. La tua fortuna è che non devi investire per sopravvivere! 

Sai cosa vuol dire questo? Che puoi sperimentare, puoi studiarti qualcosa di nuovo senza la pressione del “o funziona, o fallisco e chiudo”. 

Ma vuoi mettere?

Una comunicazione efficace che comunica ciò che il marketing definisce può essere ciò che ti renderà il leader incontrastato, il cannibale del fitness business della tua zona. Ti fa così schifo?

Che poi scusa, ma una cosa devo dirtela. 

Non ti voglio portare sfiga, ma per quanto tempo hai intenzione di rimanere il numero uno? E se qualcuno stesse preparando una controffensiva per portarti via lo scettro?

Sei il numero uno oggi, ma domani?

La gente oggi come oggi cambia idea dieci volte al giorno, cosa impedisce alle persone di passare alla concorrenza solo perché ha avuto l’iniziativa di essere più presente ed esposta di te sui vari canali che ha a disposizione?

Fai tu la prima mossa e palesati alle persone. Chi bastona per primo, bastona due volte.

MOTIVO 2: Sai da dove parto quando parlo di comunicazione con i miei studenti? Da questo inciso:

“La comunicazione è l’eco di ciò che le persone pensano della tua azienda”.

Fai pubblicità su Facebook? Questa farà riecheggiare il lavoro che hai fatto finora, nel bene o nel male.

Manderai una sales letter a tutti i residenti della zona? Farà lo stesso anche lei.

Tradotto: se parti da una posizione in cui non sei visto bene, la comunicazione non farà altro che far riecheggiare il messaggio di un’azienda con dei problemi. 

E qui serve l’aiuto del marketing. 

Ma questo, è un altro discorso, che tratteremo molto molto presto.

Se invece parti da un’azienda sana, che vuol bene ai suoi clienti e si fa voler bene dai suoi clienti, la comunicazione sarà l’altoparlante di questo tuo successo, e farà veicolare il tuo messaggio di professionalità ai 4 angoli della tua città. 

Non è tutto. Un’attività fitness amata dai suoi clienti, può contare anche sul loro supporto per diffondere questo messaggio. 

Questo perché siamo tutti più propensi a trasmettere il nostro senso di appartenenza a contesti di nostro gradimento. 

Se allenarmi da te è per me un piacere, se all’ingresso vengo accolto con entusiasmo, se i coach e i trainer sono attenti alle mie esigenze, cosa mi costa farmi da promotore spontaneo di ciò che amo?

Perciò, se hai un’azienda che funziona, fai in modo che si parli ulteriormente di te, perché ne hai solo che da guadagnare.

Se poi vogliamo allegare un motivo 2 bis o 3, pensa alle sopra citate Apple e Amazon. Sono precursori, pionieri del mercato, i più avanti insomma. Sempre e comunque. 

E come tali ci aspettiamo sempre il primo passo da loro, l’idea innovativa, la genialata che fa girare all’effetto WOW.

Essere i numeri uno è anche una responsabilità. Hai tutti gli occhi puntati, e muoverti in modo adeguato per te è quasi un dovere. 

Tutti aspettano la tua prima mossa. Se non la fai, farai trasparire due cose:

  • Si è addormentato, forse non è davvero il numero uno che pensavamo (a detta dei clienti o potenziali tali).
  • Si è addormentato, è il mio momento per attaccare (a detta dei competitors).

In conclusione: 

Se oggi sei pieno, sia in tasca che in sala pesi, io non posso che essere felice per te. Ma una cosa devo dirtela: se non metterai in cassaforte oggi il tuo dominio, te ne pentirai domani.

Le persone hanno costantemente bisogno di ricordarsi di te, di percepirti come reale leader, hanno bisogno di una guida. 

E per essere guida, devi esporti, essere attivo, non aspettare i periodi morti per riaccenderti. 

Una macchina del marketing che funziona, funziona 365 su 365, non te lo dimenticare. 

I tuoi clienti di domani, li costruisci con le tue azioni di oggi.

E tu, domani dove vorrai essere?

LA GUIDA PER UN SITO WEB PER PALESTRE (e non solo) CHE SPACCA

LA GUIDA PER UN SITO WEB PER PALESTRE (e non solo) CHE SPACCA

Purtroppo ancora oggi, in un’era fatta di persone connesse h24, 365 su 365, tante aziende fitness in Italia schivano come una pallottola in Matrix l’idea di essere in linea con i tempi ed avere una presenza digitale completa, fatta di social network ben curati, una valida brand positioning e appunto un sito che pianti quel paletto in grado di dire: “Io ci sono e mi piazzo qui”.

Dico purtroppo proprio perché oggi, avere un sito internet che definisca i tuoi servizi e ti posizioni al meglio sui motori di ricerca è cosa fondamentale.

E ti spiego anche il perché, senza tanti giri di parole. 

  1. Partiamo dalle cose semplici: avere un sito è sinonimo di professionalità. Là fuori invii un messaggio di attaccamento alla tua immagine. E le persone, questo, lo interpreteranno come un segnale positivo. Sembra una stupidaggine, ma tutti quanti siamo portati a giudicare il libro dalla copertina. E se un’attività ha un sito, per giunta curato e graficamente impattante, tendiamo a darle più considerazione.
  1. Un sito ben indicizzato (che contiene le parole chiave giuste), ti aiuta ad essere trovato rispetto a specifici parametri di ricerca. Esempio pratico: supponiamo tu sia una palestra di Roma. Se vuoi che le persone ti trovino sui motori di ricerca e pensino a te come valida alternativa per il loro allenamento, quello che devi fare è riempire il tuo sito di parole chiave in ambito fitness che sai verranno digitate dagli utenti (ad esempio palestre Roma, allenamento Roma + quartiere, dimagrire Roma, idee allenamento Roma, centro fitness quartiere Roma), in modo da favorire appunto la tua ricerca laddove ci sarà domanda. Questa azione per generare risultati richiede tempo e pazienza, ma credimi, il risultato sarà grandioso. Anche perché, credi a un pazzo, solo una piccolissima percentuale delle attività fitness italiane si prende la briga di fare questa operazione. Lasciando sul piatto centinaia di possibili clienti.
  1. Un sito può diventare un business, in tanti modi: vendendo spazi pubblicitari (se ha tanto traffico), vendendo prodotti o consulenze online in tutta Italia o addirittura tutto il mondo, generando contatti utili per il tuo centro fitness se situato a livello locale.

Questi sono i 3 motivi principali, che ti permettono di adeguarti ad un mondo in cui la differenza tra online ed offline è sempre più sottile.

Compiamo azioni online, per trasformare in esperienze offline!

Facciamo esperienze offline, per poi avere una connessione online!

Lo vedi? Tutto è collegato. Avere il proprio spazio sul web, svincolato da canali come la classica pagina social, oggi è molto importante.

Ci sono 3 qualità che un sito che converte deve avere

  • Dev’essere interessante: quando l’utente entra per la prima volta sul tuo sito, hai una manciata di secondi per attirare la sua attenzione e metterlo nella condizione che “Si, in questo sito ho trovato ciò che cercavo”. Arriva dritto al punto, sii chiaro e parla in modo semplice. Niente giri di parole. Sei un personal trainer? Comunicalo in modo chiaro indicando chi è il tuo target ideale. Sei una palestra che offre servizi di functional training? Definiscilo in modo chiaro e veloce, in modo da catturare l’attenzione con quello che è il tuo focus.
  • Deve essere di valore: E qui, si potrebbe aprire un articolo nell’articolo. Si perché è qui che entra in gioco il tuo blog. Il tuo che??? Pensavi di sfuggire a questo argomento? Nossignore. Il blog è dove esponi le tue competenze, le tue abilità. E’ con il blog che catturi l’attenzione e attrai a te le persone. Contenuti di valore, utili, di ispirazione, aiutano le persone a fidarsi di te fino a trasformare gli utenti in clienti. E non è tutto. Un blog contenente le keywords giuste è una manna dal cielo per la SEO (search engine optimization), tutta quella serie di azioni fatta di ricerca di parole chiave in grado di farti scalare la vetta di Google (ricordi? Ne parlavamo ad inizio articolo). Più articoli fai sulle giuste tematiche e con le parole chiave indicate, maggiore sarà la facilità nel trovarti, maggiore sarà la tua autorevolezza. Chiaro il concetto no? E allora comincia a scrivere!
  • Deve essere utile: Definito il tuo target, non devi perdere l’occasione per spiegargli quanto tu possa essere utile nel soddisfare un bisogno o raggiungere un obiettivo. Sia chiaro però, questo non vuol dire essere autoreferenziale. Non devi dire quanto sei bravo, quanto sei bello e quanto sei infallibile. Concentra piuttosto l’attenzione sul problema, facendo capire quanto bene sai quanto questo sia seccante, e quanto il tuo servizio possa essere la soluzione perfetta. Un sito che pone la tua come una presenza problem solving ti porta in vantaggio sui tuoi competitors di parecchi passi.

Ora, supponiamo che tu abbia già fatto tutto questo: una Home page indicizzata con le giuste parole chiave, un blog che conta articoli fighissimi super cliccati, un aspetto grafico impattante ed una user experience facile ed intuitiva (non ne abbiamo parlato, ma un sito per un utente fitness deve avere grande usabilità e fruibilità, pena la perdita della visita dell’utente!).

Credi che basti così? Eh no, magari amico mio!

  • Credi che non serva dare una “spintina” alle visite?
  • Credi che non sia utile tracciare la visita è entrato sul tuo sito, cosa ha cliccato e per quanto tempo è rimasto?
  • Pensi che non sia interessante fare qualche bella azione di marketing su chi è entrato sul sito senza convertire?
  • E se ci piazzassimo anche un bel pop-up che in cambio di una guida gratuita colleziona contatti mail da utilizzare poi per ulteriori azioni di marketing?

Un sito senza misurazione dei dati e senza un’ adeguata strategia di advertising rimane quello che è: una vetrina fine a sè stessa.

E allora, vogliamo renderla una macchina macina soldi?

E qui…comincia la seconda parte dell’articolo, quella che ti aiuta a capire cosa serve per monetizzare. Si insomma, la parte più succosa.

Partiamo dal primo punto: vogliamo far vedere il nostro sito, i nostri articoli, i nostri prodotti ad un numero maggiore di persone? Bene, alloca un budget per Facebook Ads. Non è questo l’articolo in cui ti dirò quanto spendere e come spendere, ma sappi che un push a livello di advertising è essenziale. Ne parleremo prossimamente.

Se con Facebook Ads intercettiamo la domanda latente di chi curiosa sui social, vogliamo invece ignorare la domanda di chi cerca un servizio simile al nostro o affine? 

Certo che no! Ed è qui che entra invece in gioco GOOGLE ADS, la piattaforma pubblicitaria di Google, che ti permette di apparire tra le prime ricerche in relazione a determinate parole chiave, che tu definirai a priori. Ogni click che ricevi, paghi un tot. Meritocratico e giusto. Più click ricevi, più paghi. Più click ricevi, più potenziali clienti otterrai.

Una volta che l’utente è entrato nel tuo sito attraverso Facebook Ads o Google Ads, devi poter tracciare la sua visita. 

Ci sono strumenti di tracciamento che ti permettono di sapere chi è entrato, quanto temi ci è rimasto, da che dispositivo, dopo quanto è uscito e quali sono le pagine preferite. 

E pensa, questo strumento è pure gratuito! Si chiama GOOGLE ANALYTICS.

Molto semplicemente, è un codice che tu (o il programmatore che ha creato il tuo sito) inserisce nel pannello gestionale per poterti dare l’opportunità di poter estrapolare numeri che sono di vitale importanza. Sapere quante persone visitano il tuo sito tutti i giorni, cosa leggono più volentieri e mille altre informazioni sono per te oro che cola. GRATIS.

Se qualcuno è entrato sul tuo sito, vuol dire che ti ha conosciuto. Fare marketing su chi già ti conosce è 10 volte più efficace.

E come puoi fare azioni specifiche su chi è entrato sul tuo sito? Tramite il PIXEL DI FACEBOOK. 

Anche questo è un codice, anche questo è gratuito e anche questo va inserito nel pannello gestionale, in ogni pagina.

Una volta inserito, Facebook ti permette di creare un pubblico (si, Faceook permette di creare pubblici specifici che hanno interagito con te, ma te ne parlerò), e di fare vedere l’inserzione fatta con Facebook Ads SOLAMENTE A CHI HA VISITATO IL TUO SITO. 

Una figata, non trovi?

Pensa se Tizio ha visto la pagina X, e tu in un’inserzione gli fai comparire il messaggio: “Ho visto che hai visitato la pagina X, se acquisti ora hai diritto ad uno sconto speciale!”.

Tizio penserà che sei un mago e rimarrà positivamente impressionato per la precisione del messaggio. E invece di magia ce n’è meno di zero, basta usare la testa!

Se qualcuno rimane sul tuo sito per più di tot. minuti, perché non mostrargli un pop-up? Magari con una guida gratuita o con un reindirizzamento a Messenger?

Se rimane per così tanto tempo, vuol dire che il tuo servizio desta un interesse, se desta un interesse sarà sicuramente più propenso a lasciarti il suo contatto. Perché non approfittarne?

I pop-up li puoi inserire quando vuoi, quante volte vuoi. E anche qui GRATIS.

Ci sarebbero un’infinità di altre diavolerie e strumenti che puoi installare per creare un sito a prova di bomba, la maggior parte dei quali senza spendere un euro. O quasi. 

Ad esempio ci sono tantissimi tool che ti aiutano a ricercare le parole chiave più adatte e dove posizionarle per scalare le vette della ricerca. Costano il giusto e la loro efficacia è straordinaria. 

Ma non mi dilungo ulteriormente, non voglio farti venire il mal di testa.

Quello che voglio dirti, che è in realtà il motivo dell’articolo, è che un sito internet oggi non solo non basta, ma va anche strutturato in maniera tale che funzioni. E converta!

Quindi, se ancora la tua attività non ha un sito, sei doppiamente in torto. 

Uno perché stai regalando spazio ai tuoi concorrenti.

Due perché stai sprecando l’opportunità di avere uno strumento di marketing in grado di fare la differenza.