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Allenare online VS dal vivo. La verità. Per Personal Trainer e Palestre

Allenare online VS dal vivo. La verità. Per Personal Trainer e Palestre

DA CHE PARTE TI SCHIERI?

Allenamento online o allenamento dal vivo?

 

Te lo chiedo perché…

 

Negli ultimi tempi si sono create effettivamente due fazioni, che si fanno la guerra l’una contro l’altra.

 

E oggi ti dirò chi ha la meglio!

 

Pronto?

 

Iniziamo!

 

Parto col definire in maniera totalmente chiara, trasparente qual’è la vera scelta da compiere tra allenamento online e allenamento dal vivo.

 

La verità?

 

Una scelta non c’è.

 

Devi scegliere di non scegliere.

 

Piccola precisazione: 

 

Questo post è per chi vuole fare impresa nel mondo fitness e non per chi vuole rimanere nel proprio piccolo perimetro di clienti.

 

Voglio specificare che non è assolutamente un male allenare una ristretta cerchia di persone.

 

L’importante è sempre quello di fare questo lavoro con passione e professionalità.

 

Ma questo post è dedicato principalmente a chi vuole creare una rete di clienti sempre più grande e per chi vuole migliorare le proprie competenze da un punto di vista manageriale.

 

Torniamo a noi!

 

Qual’è il punto?

Imprenditorialmente, scegliere solamente di erogare il proprio servizio in un ristrettissimo ambito, è un grande ERRORE.

 

Perché è un errore?

 

Fondamentalmente, se tu hai delle competenze, delle abilità e vuoi fare in modo che quante più persone possibili possano usufruire di queste anche a distanza ma in maniera flessibile, agile e veloce…

 

Ecco che l’allenamento online sarebbe per te la soluzione ideale.

 

Parallelamente, però, ci sono persone che hanno bisogno di te, che hanno bisogno di vederti.

 

E magari anche tu hai bisogno di vedere loro, per capire come si muovono, come si allenano ed avere un rapporto più diretto.

 

In questo caso, l’allenamento dal vivo è l’unica soluzione.

 

Ma perché ti dico questo?

 

Purtroppo il motivo è che il fitness italiano vive queste due diverse modalità di lavoro in malo modo.

 

Vede questi due tipi di allenamento come una grande spaccatura del fitness… che lasciamelo dire… non ha proprio senso.

 

Dove ci sono persone che vivono con un odio sconfinato il fitness online, e le persone che dicono che l’allenamento online è il futuro e che quello dal vivo è ormai obsoleto. 

 

La realtà dei fatti è un’altra!

 

Adesso ti spiego dove sono collocato.

 

Io, Alberto, sono un grande patito del fitness e mi alleno 5-6 volte alla settimana, lo faccio sempre in compagnia di altre persone e vengo seguito da un coach.

 

Quindi, vado a preparare tutti i miei allenamenti sulla base di un’esperienza diretta con le persone.

 

Per quanto io aiuti delle attività e SocialFit abbia come partner anche grandissimi trainer online, che vendono migliaia di euro ogni giorno di prodotti online… 

 

Io, personalmente, come cliente, prediligo l’allenamento dal vivo.

 

Diciamo che mi colloco un pò nel mezzo.

 

Cerco di avere una visione più chiara possibile, dall’alto soprattutto, che mi permette di avere un punto di vista che sia OGGETTIVO.

 

Sia per combattere la soggettività, sia per riuscire a vedere da un punto di vista più imprenditoriale.

 

La domanda che devi porti, infatti, è un’altra.

 

Che non è “allenamento online o dal vivo”.

 

Ma bensì…

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Quante più persone riesco ad aiutare con i miei allenamenti, con le mie competenze e con le mie abilità?

 

Ci saranno persone molto distanti da me, già preparare, che hanno già una consapevolezza dei movimenti che potrò andare ad aiutare attraverso un allenamento online.

 

Quindi un supporto che può essere una supervisione, o l’invio di un programma.

 

Al contrario, ci sono persone, che hanno bisogno di una persona presente.

 

Devono vedere come fare i movimenti, quindi vi è la necessità di seguirle in presenza. 

 

Se tu vai a fare un aggregato di queste due cose, avrai due fette di pubblico completamente diverso:

 

  • Da un lato delle persone che hanno già una consapevolezza, sanno già i movimenti e hanno già un loro backgruond su cui puoi lavorare e puoi costruire un rapporto con loro.

 

  • Dall’altro hai delle persone neofite, sono sedentarie e al di là della loro personale posizione hanno bisogno di te e puoi costruire un altro tipo di servizio.

 

Quindi…

 

Quello che devi fare in realtà, non è tanto scegliere tra offline o online…

Digital fitness marketing, personal trainer, box crossfit, marketing palestre

Ma devi scegliere le modalità che ti servono ad allenare più persone simultaneamente, devi imparare questo.

 

Per avere una mentalità imprenditoriale, devi capire che ci sono più cluster di pubblico/gruppi che hanno bisogni diversi, necessità diverse e anche una capacità di spesa diverse. 

 

E’ necessario imparare ad aggregare le tue abilità e competenze per riuscire ad aiutare più persone possibili.

 

Andare a sposare una parrocchia che possa essere il fitness online, dicendo che è il futuro, perché così si possono vendere allenamenti in automatico…

 

NOTA BENE:

 

Sai che gli allenamenti in automatico sono una grandissima cavolata, vero?

 

Quelli che ti dicono che puoi guadagnare con le proprie passioni implementando qualcosa di automatico che genere entrate ricorrenti senza che tu debba fare niente.

 

E’ tutta fuffa! 

 

Se hai dato un’occhiata alla LIVE del gruppo FaceBook di SocialFit, ti sarai accorto che ho fatto tantissimi interventi su questo tema.

 

Quindi ti consiglio di accedere al gruppo SocialFit РDigital Fitness Marketing perch̩ di questo parliamo in maniera molto approfondita.

 

Parliamo anche dei nostri corsi, chiaramente, in maniera ancora più approfondita e avanzata.

 

Comunque, il concetto è: La vendita automatica non esiste, devi sempre supervisionare.

 

Perché è come se tu aprissi una seconda attività, parallelamente, non è giusto professare un no incondizionato per l’allenamento online dicendo che l’allenamento è solo dal vivo.

 

Ci sono varie forme.

 

Al di là del contesto storico in cui viviamo, questa è una consapevolezza che bisogna avere da qui a tempo indeterminato.

 

Perché la verità è che le persone, man mano che andiamo avanti, hanno sempre più bisogni e problemi diversi.

 

Quindi tu dovresti allenare online e inviare programmi a persone che si allenano in palestra, con gli amici  o da soli che però potrebbero avere bisogno di un tuo programma.

 

In quanto quest’ultimo hanno già la consapevolezza dei movimenti ma hanno bisogno di una supervisione e programmazione.

 

La vera componente fondamentale per il fitness online, (se vuoi dirmi cosa ne pensi nei commenti sarei molto felice di aprire un confronto su questo tema perché sono sempre costruttivi e aiutano a crescere tanto)…

 

Quello che è necessario da parte dell’utente è la consapevolezza del movimento.

 

E’ avere come riferimento un target che ha già un backgruond di movimento…

 

Perché andare, e lo dico per le molteplici esperienze con trainer online che abbiamo tutti i giorni, a lavorare con un’utente neofita e sedentario è abbastanza difficile.

 

Perché?

 

Correggere attraverso uno smartphone o un computer è veramente complicato.

 

Per evitare questa complicazione il consiglio è quello di rivolgersi a quella fetta di pubblico che ha già una consapevolezza e una conoscenza del corpo.

 

Queste è quindi, secondo me, l’ingrediente essenziale per andare a intercettare una fetta di pubblico online che possa rispondere in maniera positiva alla mia offerta.

 

Detto questo…

 

Riprendo quello che ho detto che inizio post.

 

Voglio condividere con voi la VISIONE IMPRENDITORIALE:

 

Ossia, cercare con le proprie competenze e abilità di raggiungere più persone possibili, con bisogni diversi e magari andare a intercettare persone che hanno necessità differenti.

 

Perché, se ipoteticamente, tu lavorassi dal vivo con persone sedentarie, che hanno bisogno di te per raggiungere un determinato obiettivo…

 

E online, invece, ti rivolgessi a persone più avanzate che ti comporta meno tempo la concentrazione su di esse e la creazione della programmazione ecco che tu hai…

 

DUE CLUSTER DI PUBBLICO

 

DUE TIPOLOGIE DI ENTRATE ECONOMICHE DIVERSE 

 

E a quel punto, tu stai iniziando a creare un’impresa con due tipologie differenti di entrate.

 

Anche perché andare a realizzare un business online non è una cosa automatica… ANZI!

 

Quando tu realizzi un business online come un vero professionista è come se tu e come se dovessi aprire un’attività nuova! 

 

Devi pensarla esattamente in questo modo.

 

Perché lavorare online significa dover affrontare determinati costi:

 

  • Spese di  traffico (inserzioni per portare le persone nel tuo sito web/programma)

 

  • E-commerce o store online che dovrai creare 

 

  • Creazione grafica 

 

  • Studio del programma che vorrai vendere

 

E tanti altri.

 

E quindi la mentalità non dev’essere: “Lavoro online perché in questo momento non posso farlo dal vivo”.

 

Ma bensì, dev’essere: “Lavoro online, investo online perché voglio creare un’altra entrata”,

proprio come se tu avessi un altro centro.

 

Per arrivare anche a persone molto più distanti da te, con le quali puoi creare un tipo di rapporto diverso ma comunque di valore.

 

Il tuo grande GOAL giornaliero diventa: 

 

RIUSCIRE A PROGRAMMARE LA GIORNATA IN MANIERA TALE DA POTER ESSERE UTILE AD ENTRAMBE LE TIPOLOGIE DI PUBBLICO.

 

Ecco cosa significa creare un’impresa dal punto del fitness oggi.

 

Riuscire ad avere la consapevolezza che le tua abilità possono essere utili a più persone,

la tua chiave è il COME puoi rendere accessibili e a più persone possibili le mie abilità.

 

Spero vivamente che questo post ti abbia aiutato a riflettere e soprattutto ad aprire la mente su quello che è il progresso che stiamo vivendo e che sta andando alla velocità della luce!

 

L’importante è quello di ottenere una consapevolezza del digitale e dell’innovazione senza esserne succube ma anzi guardandolo in maniera oggettiva e analitica.

 

Cavalca le opportunità ma sempre con la testa sulle spalle e senza mai snaturarti!

 

Se vuoi saperne di più puoi scrivermi a info@socialfit.it 

 

Se vuoi ricevere altre idee, spunti e contenuti di alto valore per il digital marketing della tua palestra, ti

 

aspettiamo nel nostro gruppo Facebook riservato solamente ad imprenditori fitness & wellness. 

  

 

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Big Up!
 
Alberto

 

Vendere servizi fitness su Instagram: i 5 elementi immortali

Vendere servizi fitness su Instagram: i 5 elementi immortali

Oggi rispolveriamo una domanda ormai entrata nell’evergreen SocialFit.
Quella domanda a cui il nostro team deve rispondere almeno una volta al giorno.
Quella domanda che però, per quanto ricorrente, merita sempre una risposta chiara ed esaustiva.

Insomma, LA domanda che assilla personal trainer e titolari di centri fitness:
“Ma come trovo clienti attraverso Instagram?”

Prima di iniziare però, ti deve essere chiara una cosa: i social non sono vetrine per vendere e comprare
servizi.
I social sono nati per comunicare, per creare legami con le persone, per permetter loro di svagarsi e
passare il tempo.

Inoltre, non ci sono formule magiche né miracolose per aumentare la propria clientela tramite
social.

Hai mai aperto Instagram con una carta di credito in mano? Io no.
E nemmeno i tuoi clienti.

Ma non disperare. Sui Social non si acquista, ma ci si può far comprare

Servono impegno, la buona strategia e il desiderio di creare relazioni efficaci con gli altri.
Consapevoli di ciò, possiamo lavorare sulla nostra comunicazione e sui nostri contenuti al fine di
aiutare la nostra attività ad avere più risonanza e, quindi, a crescere.

Quando si tratta di Instagram, in particolare, sono cinque gli elementi vincenti:

1. STORIES
Le Stories sono uno degli elementi più attivi di Instagram.
Tramite le Stories, gli utenti possono accedere in modo più diretto al nostro lavoro e la nostra
persona.

Documentiamo i nostri allenamenti, mostriamo i dietro alle quinte della nostra attività e realizziamo
contenuti in tempo reale.
Parliamo di dubbi, di come siamo giunto a realizzare un progetto e altri contenuti di valore che
sappiamo essere d’aiuto al nostro cliente ideale o che creino empatia.
Sui social, infatti, i contenuti più efficaci sono proprio quelli che lavorano sulla sfera emotiva o/e
informativa.

Le Stories, per di più, possono essere anche un momento di “approfondimento” che va a completare
un argomento che abbiamo affrontato nel post rilasciato in giornata.
Per esempio, se nel post abbiamo parlato di “I 5 metodi importanti per perdere peso”, nelle Stories
della giornata possiamo raccontare di come ciò si associ al nostro programma di allenamento o
semplicemente delle chicche su tale argomento.
Infine, al termine o all’inizio della Stories possiamo rimandare l’utente al post sopracitato.
Con la loro genuinità, quindi, le Stories sono il veicolo perfetto per rafforzare i concetti che
vogliamo comunicare, proprio perché permettono all’utente di immergersi nella tua dimensione in
maniera autentica.

Queste regalano agli utenti che guardano la sensazione di creare un legame con noi che
“raccontiamo”.
Hanno un grandissimo impatto.

Ciò crea una grande fidelizzazione verso di noi, il nostro lavoro e ciò che rappresentiamo.
Usiamole spesso, dunque.
I nostri follower, se sono veri follower, non mancheranno né di seguirci, curiosare e apprezzare il
nostro impegno.

2. LIVE
L’algoritmo di Instagram è una piattaforma che premia l’impegno.
Se si accorge che il nostro canale, frutto delle nostre attività sui social, trattiene gli utenti sulla sua
piattaforma, ci premia donando maggiore visibilità ai nostri feed.

Ugualmente, quando svolgiamo un’azione che richiede più energie, come una Live, Instagram ci
ricompensa aumentando la copertura del nostro canale: la Live sarà posta tra le prime Stories, una
notifica sarà mandata a tutti i nostri follower e così via.
Una Live, però, richiede un considerevole dispendio di energie.

Non va assolutamente improvvisata, ma programmata a dovere.

Infatti, tutte le nostre pubblicazioni devono essere parte di una strategia che ci conduca alla
realizzazione degli obiettivi prefissati e su misura dei nostri utenti ideali.
Perciò, è bene anticipare ai propri follower quando ci sarà la Live, magari con un post informativo.
Non va lasciato al caso neppure ciò di cui si andrà a parlare, quindi sarebbe utile creare una bozza di
sceneggiatura o anche una semplice lista degli argomenti che desideriamo toccare nella Live.
Ricordiamoci, naturalmente, di interagire con gli utenti che, connettendosi man mano, vorranno
porci domande, riflessioni o chiederci delle semplice curiosità.

Più ci mostreremo attivi durante la Live, più gli utenti saranno stimolati a seguirci, non solo questa
volta, ma anche quelle future.

3. CONTENUTI
È chiaro che alle persone piaccia ascoltare storie da sempre. Abbiamo bisogno di vederle nelle serie
tv, di leggerle nei libri o anche solo di sbirciarle nelle foto su Instagram che, come finestre, si
aprono sulla vita delle persone.
Il nostro canale non deve essere diverso. Noi dobbiamo raccontare e trasmettere storie.

I contenuti per Instagram devono essere, dunque, di due tipologie:
a. Value
b. Report

Per “value” intendiamo il “valore” del nostro contenuto.
Creiamo e utilizziamo il nostro feed per raccontare ai follower ciò che conosciamo e abbiamo
imparato dalla nostra esperienza, trasmettiamo informazioni utili e che possano aiutarli a
raggiungere i propri obiettivi.

Per “report”, invece, ci riferiamo a tutti quei contenuti che si legano al loro lato emotivo che
provocherà empatia nell’utente che legge.

Sia la nostra esperienza di vita è una storia fatta di tanti piccoli episodi e momenti, che i nostri
canali ci permettono di raccontare.
Com’è nata la nostra attività? Quali sono i nostri obiettivi? Cosa abbiamo provato quando ci siamo
trovati di fronte a quell’ostacolo?

Se i nostri contenuti saranno percepiti in modo positivo e di valore, si avvierà un ciclo virtuoso in
cui gli utenti tenderanno a seguirci e a condividere, aumentando così la nostra visibilità.

4. DIRECT CTA
Più i nostri contenuti saranno interessanti, più gli utenti aumenteranno le loro interazioni.
Questo comporta anche un aumento delle interazioni in Direct.
Tuttavia, non è necessario attendere che i follower lo facciano spontaneamente.

O, meglio, noi stessi possiamo indirizzarli a farlo, semplicemente chiedendoglielo, per esempio al
temine di un post o di una Live.
Sembra banale, ma la semplicità ripaga sempre.

Questo è un metodo efficace soprattutto quando siamo ancora agli inizi e abbiamo bisogno che gli
utenti imparino a conoscerci e a fidarsi di noi.

Quale miglior modo se non instaurare un dialogo diretto con noi?

5. SHARING
Se abbiamo curato i primi quattro punti, abbiamo comunicato bene e abbiamo diffuso contenuti di
valore, la condivisione dei nostri post sarà un elemento praticamente automatico da parte dei
follower.

Sarà la dimostrazione che abbiamo lavorato bene!
Ovviamente, all’inizio non sarà così automatico portare gli utenti a condividere i nostri feed.
Anche in questo caso, dunque, domandare è lecito.

Chiediamo noi stessi agli utenti di condividere il post o di taggare un amico che sanno essere
interessato all’argomento.

Se il nostro contenuto ha superato la prova di apprezzamento dei follower, non mancherà di essere
diffuso e di diventare un altro anello di congiunzione per accrescere la rete di comunicazione via
social. E naturalmente aumentare il numero dei nostri clienti più fedeli.

Se sei arrivato fino in fondo, significa che anche tu hai intenzione di trasformare il tuo canale Instagram in un reale strumento di marketing.
Ecco perché il nostro consiglio è quello di approfittare della speciale offerta e assicurarti il nostro corso Instafit, che puoi scoprire a questo link:

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Big Up!
Alberto

I libri che ti consiglio – la mia personale lista della spesa

I libri che ti consiglio – la mia personale lista della spesa

Sarà che d’estate (innegabilmente) il ritmo delle attività rallenta, sarà che si ha il tempo per riordinare le idee e prendere la rincorsa per la stagione invernale, saranno le ferie (beato chi le fa!), ma ultimamente mi sono piovute decine di richieste di consigli su quali libri leggere per aumentare la produttività, accrescere le proprie competenze business e così via.

 

Domandissima! Forse nata anche dalla diretta di qualche mese fa in cui indicavo “Le armi della persuasione”come libro must have.

 

E allora eccoci qua. In questo articolo voglio fornirti una “lista della spesa”dei libri che personalmente ho letto e che reputo essenziali per la formazione business e della crescita personale dell’imprenditore fitness e non solo.

 

Per ogni libro ho indicato una breve recensione personale, indicando anche i consigli di approccio e il mindset da adottare in ogni libro, in modo da farti tagliare le parti morte e focalizzarti sui punti salienti.

 

Carta e penna alla mano…cominciamo!

 

  1. Le 7 regole del successo: Stephen Covey

(lungo, difficile, a tratti pesante ma maledettamente importante per ogni ambito della tua vita).

 

Quando mi sono avvicinato a questo libro (sotto diretto consiglio di personaggi autorevoli del mondo del business), ho avuto un attacco narcolettico nelle prime pagine. Una pesantezza che neanche il prete durante l’omelia.

 

Poi mi sono fatto coraggio, l’ho sfidato e l’ho dominato. E ho stra vinto!

 

Detta così sembra quasi che te lo stia sconsigliando, più che consigliartelo. In realtà, focalizzando l’attenzione sui punti salienti, è un vero vademecum per le relazioni, per la produttività, per centrarti sui tuoi obiettivi. Magnifico.

 

È da questo libro che ho tratto l’ispirazione per la matrice dei 4 quadranti, con le quali organizzo le task del mio team (urgente/importante, non urgente/importante, urgente/non importante, non urgente/non importante). È da questo libro che ho imparato a partire dall’obiettivo per definire le mie azioni quotidiane.

Un estratto che mi ha cambiato: Ti metteresti a mettere a posto i seggiolini sul Titanic mentre sta affondando? No, vero? E allora cosa perdi tempo nella tua vita in cose senza senso e senza via d’uscita?

 

CONSIGLIO: leggi le parti salienti, individua i tratti fondamentali e scriviteli in un tuo documento. Tralascia esempi e dialoghi vari, o perderai il filo del discorso.

 

2) Simon Sinek: Parti dal perché

 

Monumentale. Ti insegna una cosa semplice quanto dannatamente vera: le persone che amano il proprio lavoro sono più produttive e ottengono più facilmente il successo nella propria attività.

 

È trovando il tuo perché che ti crei il tuo reale vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e non solo. Non è facile, non è immediato, ma trovare il proprio perché è la chiave per svegliarsi la mattina con la carica giusta e dare quel 101% che ti permette di fare il salto di qualità. Non importa che tu sia un manager, un imprenditore, un impiegato, quello che importa è il PERCHÉ fai ciò che fai. Se non hai un perché trovalo, e la tua vita acquisirà un senso.

 

 

3) Dale Carnegie: come trattare gli altri e farseli amici

 

Libro che ha un’età (1936), ma che i suoi anni li porta alla grande.

Se non sai chi è Dale Carnegie, sappi solo che lo reputo IL formatore di tutti i tempi. La sua fondazione Dale Carnegie Training è consulente per 400 delle 500 aziende più quotate al mondo e facenti parte della rivista Fortune”.

È considerato uno dei 50 libri più venduti di sempre. Da qui otterrai  metodi e trucchi su come interagire correttamente con le altre persone.E se hai un’attività fitness, capirai quanto questo può fare la differenza.

 

Il libro è suddiviso in principi, di seguito ti riporto i due che più mi hanno colpito:

 

Principio uno: non condannare, non criticare, non recriminare

C’è solo un modo per ottenere da qualcuno quello che vogliamo e cioè fare in modo che l’altra persona voglia quello che vogliamo noi, è l’unico sistema.

 

Principio due: fai apprezzamenti sinceri, cerca di vedere il buono nelle persine.

Visualizza le cose dal punto di vista dell’altra persona e uniformati all’angolo di visuale altrui

 

 

Se i libri che ti ho indicato finora sono strettamente focalizzati sulla formazione personale, ora passiamo a quelli inerenti al mondo del business

 

 

4) Al Ries: le 22 immutabili leggi del marketing

Al Ries è il padre del posizionamento. Se Al Ries ha scritto qualcosa, anche una lettera a Babbo Natale, leggila. Perché il marketing, quello vero, quello basato sulla strategia prima dell’azione, è lui.

L’ho visto di persona, ed è un vulcano di 90 anni (!) che mangia il palco da vero incantatore di folle.

 

Le 22 immutabili leggi del marketing ti indica le 22 leggi che devi marchiare a fuoco sul tuo braccio e rileggerti ogni mattina per posizionare, focalizare e rendere produttiva la tua azienda. Leadership di mercato, dominare la categoria, definire la percezione del cliente, evitare le estensioni di linea.

Tutti concetti che lui ha scritto nell’ormai lontano 1993, ma che a ormai 30 anni di distanza si rivelano ancora estremamente importanti ed efficaci.

 

5) Gabriel Weinberg: Traction

 

Un manuale per chi sta lanciando la sua attività e non solo.

Oggi come oggi il prodotto è si fondamentale, ma il prodotto senza un team performante e la capacità di attrarre clienti…è destinato a morire.

 

Weinberg con questa miniera d’oro ti spiega come fare raccolta fondi, assunzioni, partnership, acquisizioni.

Ci sono infinite azioni che la tua azienda può fare compatibilmente con il percorso che sta effettuando, il libro ti indica le diverse strategie che puoi utilizzare per ottenere una crescita esplosiva.

Indispensabile per far crescere rapidamente il tuo business, che si tratti di un centro fitness affermato o che tu stia partendo da zero.

Consigli, idee e interviste (che generalmente salto a piedi pari, questa volte me le sono divorate).

Epico.

 

6) Sean Ellis: Hacking Growth

Il libro scritto dal padre del Growth Hacking.

 

Fermi tutti, cos’è il Growth Hacking?

Premetto che ne parlerò in un articolo completo prossimamente.

Per darti una definizione istantanea, lo possiamo definire come un insieme di strategie innovative per ottenere un risultato. Growth Hacking significa andare da un punto A ad un punto B attraverso quella strada che nessuno ha mai pensato, che nessuno farebbe mai.

Growth Hacking è sperimentare, ideare, innovare. È un modello di marketing applicabile ad ogni business. Nel mondo del fitness trovo difficile fare degli esempi, specie in Italia. Negli Stati Uniti potremmo prendere Jason Khalipa come modello di ispirazione.

 

Se non conosci Jason Khalipa puoi scoprirlo qui:  https://www.jasonkhalipa.com/

 

 

Tornando a noi il libro di Sean Ellis indica una serie di strumenti che puoi usare per favorire la crescita della tua azienda.

Per quanto pratico fa molto leva sul mindset che dovrai cambiare. Se tutti vanno per una strada, tu dovrai imboccare quella opposta. A ragion veduta ovviamente, ma con un approccio totalmente diverso.

 

Sperimentale.

 

 

Spero che la mia lista della spesa possa esserti utile, e farti vivere le ferie d’agosto in modo produttivo.

Se invece non fai ferie, esattamente come me, le cose non cambiamo:

CHI NON SI FORMA, SI FERMA.